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NADA: la sostanza, più della forma per un concerto appassionato. (Recensione Concerto) #Nada

12/07/2019

 

NADA

È UN MOMENTO DIFFICILE, TESORO TOUR

11 Luglio 2019

Cortile Castello Sforzesco

Milano

 

Voto: 8,5

 

Di Luca Trambusti

 

Il percorso artistico di Nada è incredibile. Tutti gli anni passati sulla scena musicale (ha esordito da ragazzina) l’hanno portata a costruirsi una carriera fatta di tanti differenti momenti, un cammino di credibilità, indipendenza e coerenza. Tutto questo si è poi concretizzato in un grande amore da parte del pubblico che riconosce i meriti (e la passione) della cantautrice livornese.

 

 

Con “E’ Un Momento Difficile, Tesoro” il suo nuovo disco, tra le cose migliori della sua produzione e dell’anno, Nada sta suonando molto live ed in questo giro d’Italia arriva per la seconda volta a Milano. Dopo la sua esibizione indoor in aprile il secondo appuntamento la vede outdoor, nel bel contesto del cortile de Castello Sforzesco ma soprattutto in compagnia di un gruppo di artisti e amici a cui Nada è molto legata, anche per motivi “territoriali” (abbattendo pure le ataviche rivalità campanilistiche). Nel capoluogo lombardo arrivano ad esibirsi con lei i pisani Motta e Zen Circus ed il produttore/musicista inglese John Parish (già, tra gli altri, con PJ Harvey, Tracy Chapman, Giant Sand ma anche gli Afterhours) che si è occupato della produzione dell’ultimo disco di Nada (dopo aver già collaborato con la toscana nel 2004 per la realizzazione di “Tutto L’Amore Che Mi Manca”).

Dal vivo Nada è un ciclone, sul palco ha una vitalità ed una personalità contagiose, è coinvolgente. Il terreno in cui si muove è quello dell’indie rock d’autore, che a tratti ricorda le atmosfere dei CSI e una leggera interpretazione “ferrettiana” ma il più delle volte è personale e sicuramente riconoscibile. L’accompagna una band (un quartetto: chitarra, basso, batteria, tastiere/violino) che, al suo servizio, sa gestire benissimo le dinamiche che la cantautrice cerca e vuole. A volte sono minimalisti, a volte prendono prepotentemente la scena lanciandosi in lunghe code strumentali (come in “Correre” o in “O Madre”, quest’ultima di un’intensità devastante). Sono occasioni in cui anche Nada si lascia “portare” via dalla musica e balla, a suo modo, si muove sul palco come rapita in una sorta di estasi musicale.

 

In generale quello che colpisce è la grande passione che mette nell’esecuzione, grazie anche ad un’ottima interpretazione, attoriale, ma ugualmente sanguigna e calda. Nada è genuina, sino ad andare oltre i canoni della forma, pensando più alla sostanza, come quando a cappella canta “All’Aria Aperta” agitando le braccia, mettendole davanti al microfono, oppure quando per la passione si trova a cantare in una maniera adorabilmente e fascinosamente sguaiata (pur essendo capace di grandi estensioni vocali e di un’ottima modulazione della voce). Non importa, anzi, perché a comandare è il cuore e quello Nada lo getta oltre ogni ostacolo.

 

Ad amplificare l’esibizione della cantautrice c’era anche il fatto dell’eccezionalità della serata, una sorta di Nada & Friends che vedeva la cantautrice condividere il palco con alcuni degli artisti che le sono sempre stati vicini, simili ed affini. Il primo con cui dividere le emozioni è stato Francesco Motta, i due già in altre occasioni hanno collaborato, l’ultima è stata all’Ariston di Sanremo, a Febbraio, quando nella serata dei duetti si esibirono in “Dov’è L’Italia” brano con cui gareggiava il pisano, qui resa in una versione voci, chitarra acustica e violoncello. Ovviamente poi c’è spazio anche per un altro brano insieme e la scelta cade su “La Nostra Ultima Canzone” sempre del repertorio di Motta. Sono baci ed abbracci tra i due, coccole e tanto, vero, affetto.

 

 

Il secondo a venire a visitare Nada è John Parish, il produttore del suo ultimo album che per l’occasione si presenta in veste di chitarrista. I due insieme eseguono: “É un Momento Difficile, Tesoro” (cantata dal pubblico, anche se è dell’ultima sua produzione) “O Madre” e “Dove Sono I Tuoi Occhi”

Dopo la prima sosta, si torna sul palco per un brano a cappella (vedi sopra) e poi arrivano, tra gli applausi del pubblico, gli amici Zen Circus, con cui Nada non solo ha una produzione discografica ma anche un tour comune. E’ il momento più “rock”, in cui la band spinge maggiormente e Nada li accompagna egregiamente. Insieme eseguono “Vuoti a perdere” (già su disco c’era il feat. della “padrona di casa”) e “Non Voglio Ballare“ che per la prima volta Nada interpreta con il gruppo pisano. Nei due brani con gli Zen Nada cede la scena alla band, li accompagna perché per pochi minuti sono loro i mattatori.

 

Il pubblico è caldissimo e c’è spazio per un classico di Nada: “Amore disperato”, che viene eseguita in una jam session con la band di Nada e gli Zen Circus, in un contesto festoso e spontaneo, ovviamente condiviso dai presenti entusiasti.

 

Ci sono poi i finti saluti. Non può però mancare “Ma Che Freddo Fa” (del 1969; molti del pubblico non erano ancora nati perché l’età media non era alta) che arriva puntuale cantata insieme alla platea (è un classico della musica italiana) e suonata dalla band di Nada. Non è finita, il pubblico (dopo oltre due ore) non è ancora stufo e Nada accontenta tutti e si congeda mandando a letto la platea con l’inquietante ninna nanna “Canzone Per Dormire”. Applausi (tanti), sipario.

 

Così Nada si conferma cantautrice amata, stimata e soprattutto tosta. Non fatevela scappare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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