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PINHDAR: una rotonda sul lago (Intervista) #Pindhar #LakeMeUp #ANightLikeThis

10/07/2019

 

PINHDAR

Due creature si uniscono

 

Lake Me Up

Sabato 13 Luglio 2019

Lago Siri

Chiaverano (To)

 

Di Luca Trambusti

 

C’erano due entità distinte ma comuni. Da una parte i Nomoredolls, grunge band (per sintesi) milanese; dall’altra il “A Night Like This Festival”, manifestazione sul lago Sirio a Chiaverano (To) molto attenta alle novità del panorama musicale italiano e internazionale[LT1] . In comune le due esperienze avevano Cecilia Miradoli e Max Tarenzi, ovvero due dei quattro fondatori dei Nomoredolls. La chiusura di quest’ultimo progetto ha consentito a Cecilia e Max di dedicarsi solo al festival che però dopo sei edizioni nel 2018 non ha avuto luogo. Parallelamente alla sosta del “A Night Like This Festival” nasceva una nuova creatura artistica figlia dei due musicisti/organizzatori milanesi. Il nuovo progetto prende il nome di Pinhdar e si concretizza con un disco di recente uscita, un Ep di 7 brani in bilico tra rock ed elettronica.

 

Con il 2019 i due progetti si riuniscono e danno vita ad una nuova iniziativa che va sotto il nome di “Lake Me Up”, prevista per il 13 luglio a Chiaverano (To), “estratto” di quello che è stato il ben più strutturato e complesso festival. Per l’occasione i Pinhdar, per la prima volta, si esibiscono su quel palco dove tanti ospiti invitati da Cecilia e Max avevano suonato nelle scorse edizioni.

 

Grazie all’aiuto di Cecilia Miradoli abbiamo fatto chiarezza sui due nuovi progetti e sulla loro storia. Ecco cosa ci ha raccontato la cantante, musicista ed autrice dei Pindhar (ex Nomoredolls).

 

Come nasce il progetto Pinhdar?

E’ figlio dei Nomeredolls, band nata ad inizio 2000 e cresciuta con una grossa esperienza dai live in Italia ma soprattutto in Gran Bretagna e USA con tanti concerti sulla East Coast arrivando sino al CBGB’s di New York. Una band dal forte impatto live. Crescendo e con il tempo due della band se ne sono andati ed il tutto ha perso la sua caratteristica. Eravamo però rimasti io e Max cioè gli autori e quindi potevamo ripartire con un nuovo progetto. Per un po’ abbiamo deciso di fermarci perché cercavamo una nuova via, differente ed originale rispetto alla precedente esperienza. Alla ricerca di territori nuovi abbiamo ascoltato molte cose, cercando ispirazione e spunti.

 

I Pinhdar dal vivo si presentano in maniera molto particolare.

Esatto. Essendo in due dobbiamo necessariamente suonare molto anche se supportati da alcuni passaggi ed elementi elettronici. Max suona la chitarra io mi divido tra tastiere, chitarra ed entrambi cantiamo.

 

 

Però sul palco oltre al suono c’è anche altro.

Sì, ci accompagnano dei video creati apposta per noi. Siamo partiti dall’idea che ogni canzone è una piccola storia e così abbiamo chiesto ad Alessandro Nassiri e Samuele Romani, i registi del nostro video “Toy”, di dare le canzoni a dei giovani registi della loro scuola perché “dipingessero” e sceneggiassero un video per ogni brano. Sono nati così 8 corti (c’è anche un’intro per il live) fatti con tecniche diverse. E’ un vestito intorno a noi per portare l’ascoltatore in un viaggio, tant’è che qualcuno l’ha definito “trip rock”.

 

Qual è stata la reazione del pubblico?

Sinora c’è stata attenzione. sicuramente ci vuole un pubblico accorto, non andiamo bene in qualunque situazione. Nel nostro caso la durata è fondamentale: 45 minuti è la misura giusta, quella che ti permette di essere coinvolto da immagini molto varie che ti portano suggestioni personali senza allontanarsi dalla musica. Il pericolo di guardare e non ascoltare per ora sembra scongiurato.

 

Continuerete a suonare soprattutto all’estero?

Sì, ci muoveremo in questo senso anche perché all’estero il nostro Ep è stato già recensito molto bene. Abbiamo comunque delle date in settembre ed ottobre in Italia, preferiamo farne poche ma belle. Per noi è sempre stato più facile suonare fuori Italia. Con i Nomoredolls nel nostro paese avevamo il traino dell’estero che faceva figo, quasi esotico. Con questo nuovo progetto siamo un po’ da scouting. Le nostre sono cose che all’estero sono più apprezzate perché abituati alla scoperta alla curiosità.

 

Veniamo invece al festival A Night Like This. Come nasce?

L’idea arriva anni fa dall’aver frequentato come musicisti ospiti parecchi festival che ci hanno sorpreso e così abbiamo deciso, con le nostre forze e con una misura a noi vicina e consona, di organizzare un Festival che affiancasse realtà nuove in un bel territorio dove godersi le giornate di festival. Non sapevamo come fare perché avevamo sempre vissuto i festival come partecipanti e non organizzatori. E’ stata una simpatica follia. Abbiamo, dopo vari tentativi, trovato l’amministrazione di Chiaverano, in provincia di Torino, disposta ed aiutarci e investire in questo progetto. Ci sono così state 6 edizioni. In questi anni non abbiamo mai smesso di comporre, cogliendo ispirazione anche dagli ascolti fatti per scegliere il cast. Lo scorso anno (2018) però abbiamo fatto una pausa nel festival per dedicarci al nostro nuovo progetto.

 

Qual è lo spirito di questo festival?

Mettere insieme musicisti e far suonare dei giovani, nuove scoperte che potessero diventare interessanti. Lo slogan era “Future is today”. Scommettevamo su giovani, affiancandoli a gruppi più conosciuti anche internazionali. Durante i giorni del week end c’erano 5 palchi e 40 band. alcune esibizioni acustiche avvenivano su una piattaforma rotonda sul lago Siri, bellissimo laghetto intorno a cui si svolgevano tutte le altre performance.

 

Ora dopo la sosta dello scorso anno il progetto riparte seppure in dimensione ridotta e differente e vi vede, per la prima volta, protagonisti sul palco con i Pinhdar.

Sì l’Amministrazione ha voluto che l’esperienza riprendesse anche se in forma diversa, almeno per quest’anno. E’ nato così “Lake Me Up” ovvero una “sintesi” di un giorno di quanto facevamo prima. Per tutta la giornata del 13 saliranno sulla rotonda sul lago una serie di artisti. L’idea di questa edizione è quella di seguire l’andamento del sole e della luna che detta così sembra da spirito new age. Partiamo in giornata con cose cantautorali indie folk, poi al tramonto sentiremo suoni più lounge, per poi passare a sonorità scure, proposte dai gruppi con l’arrivo del buio, sarà la parte lunare che in quel giorno sarà piena. A mezzanotte ci salutiamo. Quest’occasione è il contesto ideale per la nostra nuova band, noi saremo sul palco verso la fine della serata che verrà chiusa dai Sonar. E’ un vestito che ci siamo permessi di cucirci addosso.

 

Ecco dunque che rinasce, in una forma ridotta, un festival che è stato inserito tra i più interessanti d’Italia anche per la sua speciale location.

 

Il “Lake Me Up” 2019 (Sabato 13 Luglio Chiaverano – To) vede questa line up:

 

Her Skin
On Off Man
FADI
ciulla
Ginevra
Tropea
Pinhdar
Sonars

 

Qui l’evento FB https://www.facebook.com/events/1615823088550732/

 

https://www.facebook.com/Pinhdar/

https://www.youtube.com/channel/UC6XOGoUkjPVMVRbd_MRHdKA

 

 

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