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MODENA CITY RAMBLERS: tra impegno e divertimento, tra pogo e salto non deludono mai (Recensione Concerto) #ModenaCityRamblers #MCR #RiaccoltiTour

18/03/2019

 

MODENA CITY RAMBLERS

RIACCOLTI TOUR

16 Marzo 2019

Alcatraz

Milano

 

Voto: 7,5

Di Luca Trambusti

 

VEDI QUI PHOTOGALLERY FOTO HELGA BERNARDINI

 

Da poco tempo è uscito un nuovo album dei Modena City Ramblers dal titolo “Riaccolti” (leggi qui recensione) in cui ripropongono in chiave acustica parte del loro repertorio partendo dal primo disco live, che fu registrato in un pub. Questa volta le registrazioni, di fronte ad un ristretto pubblico, sono state fatte in uno studio di registrazione (lo storico Esagono) dove la band ha realizzato molti dei propri dischi. Al Cd si accompagna anche un DVD.

 

Ma i MCR sono anche quelli delle torride serate nei club (o all’aperto nell’estivo) in cui sprigionano energia contagiosa e coinvolgente, all’insegna del ritmo e di una forte influenza della musica irlandese. Dunque. per loro è “naturale”, quasi spontanea la celebrazione di San Patrizio, protettore dell’isola di smeraldo. Quale miglior occasione allora per portare la propria musica al pubblico? Così (nella sua configurazione “ridotta”) in un “imballato” Alcatraz di Milano la band ha scaldato e travolto, tra una birra e l’altra, il pubblico e lo ha fatto nella sua veste “rumorosa”, forte, non nel raccolto mondo presentato su Cd, d’altronde in un club non ci si poteva aspettare altro.

 

Ancora una volta i MCR hanno confermato tutto ciò che sono: un mix di diversi elementi che vanno dalla condivisione all’impegno politico, dalla festa al tema impegnato, dalla musica irlandese al folk emiliano. Preceduti dagli australiani Rumjack, dediti al punk folk celtico, la band è salita sul palco alle 22,00 per presentare nella veste da club alcune delle canzoni contenute nel disco, incluso l’inedito, più alcuni brani non presenti in “Riaccolti” ed al tempo stesso celebrare l’Irlanda e la sua festa in un concerto dal sapore antologico.

 

Dirompenti, divertenti, fisici energici ed energetici i Modena City Ramblers hanno fatto il loro, quello che sanno ben fare da tanti anni e che non perdono mai occasione di mettere al servizio del pubblico. Tra salti, pogo sfrenato del pubblico, strumenti folk acustici (anche il basso era in tale veste, niente chitarre elettriche) hanno suonato per un’ora e mezza senza dimenticare nemmeno di approfondire quei temi politici a loro cari e che sono condivisi dal pubblico.

 

La scaletta era prevalentemente basata sulla track list di “Riaccolti”, quindi il loro repertorio meno recente, le “hit” di sempre, più o meno “datate” a cui si sono aggiunti altri brani come uno strumentale Irish Style,  “El señor T-Rex” e l’immancabile versione super collettiva di “Bella Ciao” con i Rumjack ed i Punkreas a dare una mano (ed una voce) sul palco. Sulle note della coda di “Canzone alla Fine Del Mondo” sul palco sono salite due ragazze del pubblico che hanno ballato con il cantante “Dudu” e con Franco D’Aiello (gli unici due non impegnati a suonare). Al momento dei saluti una delle due ragazze è corsa indietro ad abbracciare lungamente “Dudu”.  

 

Quello di San Patrizio è stato un concerto sudato, pieno di energia e di lotta. Ciò che più si nota, soprattutto se si è già stati, anche nel tempo, ad altri show della band, è il continuo ricambio anagrafico del loro pubblico che si mantiene sempre giovane. Sembra che la loro musica attragga più nuovo pubblico che una platea “consolidata” che quindi alzerebbe il livello anagrafico. Ed è ancor più stupefacente vedere la condivisione dei temi politici da parte dei giovani. A tal proposito, e ad onor del vero, c’è da dire che i “messaggi” dei MCR sono “senza tempo”, purtroppo sempre validi nel corso degli anni.

 

Così ancora una volta i Modena City Ramblers non deludono, non lasciano certo insoddisfatto chi accorre per vederli. La loro platea però ha già una selezione naturale dettata dalla condivisione dei temi, argomenti ed aspetti che appassionano o fanno allontanare. Ma i MCR sono anche questo, qualcosa che va oltre il puro e semplice divertimento, la cui massiccia presenza non è mai fine a sé stessa ma ha sempre un velo di protesta e di denuncia.

 

Solidi e soliti.

 

 

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