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CAPODACQUA FONTE MASSA: I cantautori di oggi come quelli di una volta #PaoloCapodacqua #PeppeFonte #MarcoMassa

05/03/2019

 

PAOLO CAPODACQUA, PEPPE FONTE, MARCO MASSA

«L’INCONTRO: Avevamo Un Appuntamento Con Lolli, Ciampi E Daniele»

08 Marzo 2019

Cineteatro Astrolabio

Villasanta (MB)

 

In collaborazione con la rivista L’isola Che Non C’era e il Premio Ciampi

 

PAOLO CAPODACQUA voce e chitarra

PEPPE FONTE voce e pianoforte

MARCO MASSA voce e chitarra

 

Una volta c’erano i Q Concert, quelli che presero piede agli inizi degli anni 80 per iniziativa della Rca. All’epoca si riunirono giovani autori come Cocciante, Gaetano e New Perigeo, ma anche Ron, Kuzminac, Graziani. Cantavano le loro canzoni e si scambiavano il repertorio, poi eseguivano dei brani tutti insieme. Ne fecero anche dei dischi che oggi fanno parte della storia della musica.

 

In un certo qual modo questo concerto vuole essere un omaggio sentito e romantico a quei leggendari Q Concert. Ma sotto il segno anche di tre grandi maestri della canzone d’autore italiana: tre maestri cui, rispettivamente, i protagonisti di questo spettacolo sono fortemente legati.

 

Tre cantautori coetanei, che potremmo definire della generazione di mezzo, si riuniscono in forma acustica, tutti e tre sullo stesso palco, per eseguire in parte le loro canzoni e in parte alcuni brani dei maestri cui da sempre sono legati. Ma anche per cantare qualcosa tutti insieme.

 

Paolo Capodacqua, cantautore e chitarrista, legato per 25 anni a Claudio Lolli. Peppe Fonte rimasto folgorato da adolescente da un incontro ravvicinato con Piero Ciampi e Marco Massa, milanese, ma anche napoletano nell’animo sotto il segno di Pino Daniele.

 

Un incontro di musica e parole, ma anche un appuntamento che esiste del destino. Come diceva sempre il grande Hugo Pratt.

 

PAOLO CAPODACQUA

Paolo Capodacqua è autore di musiche per il Teatro e traduttore-interprete delle canzoni di Georges Brassens. Oltre a una collaborazione intensa e stabile con Claudio Lolli, con il quale ha girato l’Italia per vent’anni e suonato in tutti i dischi del Maestro, la sua chitarra è stata suono, voce e trama creativa per le parole e la musica di altri poeti, musicisti e autori. Ha pubblicato alcuni bellissimi album per (e sui) bambini, come Bianchi rossi gialli neri e La torta in cielo, musicando testi di Gianni Rodari. Ha  collaborato inoltre con diversi artisti: Gianni D'Elia, Angelo Ferracuti, Ugo Riccarelli, David Riondino, Jarmila Ockajovà, Stefano Tassinari e Marco Moschini. È stato autore delle musiche del programma radiofonico svizzero Lilliput. Nel 1999 ha realizzato La Cantata delle bugie con le ali, un recital tratto dal film di Charlie Chaplin Il Pellegrino. Il 28 ottobre 2017 ha ricevuto il Premio Civilia alla Canzone d'Autore, conferito dall'Associazione "Civilia - Cultura, parole e musica" di Lecce

 

PEPPE FONTE

Peppe Fonte scrive canzoni da quando aveva quindici anni, complice l’incontro, ancora ragazzino, con Piero Ciampi e poi la frequentazione con il suo principale collaboratore, Pino Pavone, come lui calabrese e avvocato. Cantautore di razza, scrive canzoni come si usava un tempo, ispirate e nude. Storie vissute, accadute ad un metro di distanza, nelle quali la grande melodia italiana si sposa con una poesia del quotidiano e la musica, riecheggiando tra Livorno, Parigi e New Orleans, risuona allo stesso tempo della bellezza struggente della provincia italiana 

  Già calciatore del Catanzaro ai tempi mitici di Massimo Palanca, avvocato nella vita reale e paroliere e artista nel sogno, Peppe Fonte è al suo terzo disco, Io non ci sono più, dopo Quello che ti dirò, Interbeat, 2009 e Secondo me è l’una, Odd Times Records, 2012). Nel cd-book edito da Squilibri dal 14 ottobre in libreria, sono presenti scritti di Pino Pavone e Gionata Giustini e i dipinti del giovane illustratore Beppe Stasi. www.peppefonte.it

 

MARCO MASSA

Marco Massa è nato a Milano, ma lui afferma di avere cominciato a vivere veramente solo nel 1973 quando imbracciò per la prima volta la chitarra con la benedizione di un’icona del jazz, Franco Cerri. Poi vennero il pianoforte e la tromba. Il suo primo lavoro, “Come un Tuareg” del 1997.  I seguenti CD, “Nelle migliori famiglie”(2007), “Sono proprio un duro” (2008) e “Io sono freak” (2011) hanno confermato e rafforzato quella sua vena poetica ed intimista che, negli anni, gli ha fatto guadagnare innumerevoli premi (Premio Musicultura, Premio Sergio Endrigo, Premio Franco Enriquez, Premio Taomoda Awards: Music & Social”). Dal 2012 al 2015 ha privilegiato l’attività “live” che lo ha portato ad esibirsi con successo in giro per il mondo. Da questa esperienza nasce “A volte arriva il jazz”, registrato dal vivo presso il Blue Note di Milano nel 2013. Nel 2015 è stata la volta di “Almost Chet”, uno spettacolo multimediale dedicato a Chet Baker. Nel 2016 pubblica "Sono cose delicate" idealmente dedicato al genio di Virgilio Savona.

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