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DODI BATTAGLIA: Ecco i Pooh meno conosciuti. Al via il tour suo nuovo tour (Intervista) #DodiBattaglia #PerleMondiSenzaEtaTour

09/11/2018

 

DODI BATTAGLIA

PERLE - MONDI SENZA ETA’ TOUR

Al via il tour con i brani meno noti della ex band.

 

Di Luca Trambusti

 

E’ difficile staccare completamente il cuore da un’esperienza intensa e duratura come quella dei Pooh e soprattutto è quasi impossibile riuscire a togliere la spina da un repertorio così abbondante e dalle molteplici sfumature. Allora, sebbene l’esperienza dei Pooh sia terminata da un paio d’anni, alcuni dei componenti della band continuano ad attingere, ognuno a suo modo da quel pozzo inesauribile che sono state le canzoni della band con 50 anni di storia alle spalle. Ognuno rivede le composizioni con la sua sensibilità, dal suo lato, celebra quel periodo e quell’esperienza con delle sfumature differenti e personali che per certi versi differiscono da quelle dell’essere band. Questo è quanto sta facendo il chitarrista Dodi Battaglia che, lavorando sul versante live, sta rileggendo con la sua personalità artistica e strumentale parte delle produzione dei Pooh.

 

Dopo la recente uscita del doppio disco live registrato a Bellaria Igea Marina in cui in occasione del Dodi Day, per festeggiare il suo compleanno il 1 giugno, Battaglia ha messo mano a quel repertorio duettando con parecchi amici di lunga data (Enrico Ruggeri, Mario Biondi, Luca Carboni, Gigi D’alessio, Marco Masini, Mietta, Silvia Mezzanotte, Maurizio Solieri con gli arrangiamenti e le tastiere di Fio Zanotti) ora il chitarrista ha pronto nel cassetto un nuovo progetto: un tour dal “titolo” “Perle – Mondi senza età” con cui il bolognese esplora il lato meno noto delle canzoni dei Pooh, quei brani che non hanno mai trovato spazio dal vivo e che hanno avuto gloria solo nelle versioni discografiche.

Per questo tour Dodi Battaglia ha scelto i teatri, luogo in cui il pubblico può riscoprire canzoni come “Io in una storia” (Alessandra, 1972), “Classe '58” (Boomerang, 1978) e “Senza musica e senza parole” (Musicadentro, 1994) ed anche composizioni più recenti. Ad accompagnare tour e per “raccontare” le canzoni Dodi regala ai suoi fan un libretto contenente la lista dei brani in scaletta con un chiarimento una per una delle motivazioni che hanno portato la scelta. Il libretto, una 50ina di pagine realizzato da Michaela Sangiorgi, con foto di Domenico Fuggiano, è scaricabile gratuitamente e liberamente in formato pdf cliccando qui 

 

Dopo la prima data a Montecatini Terme (PT), i prossimi appuntamenti sono: il 17 novembre al Teatro Cilea a Napoli, il 10 dicembre al Teatro Nazionale a Milano, il 28 dicembre al Teatro Comunale di Bolzano, il 25 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 19 Gennaio a Catania, il 26 gennaio al Teatro Nuovo di Verona, il 2 febbraio al Teatro Nuovo di Torino, l’8 febbraio al Teatro Corso di Mestre (VE), il 14 febbraio al Teatro Politeama di Genova, il 15 febbraio al Teatro Celebrazioni di Bologna, il 16 marzo al Teatro Bobbio di Trieste e il 22 marzo al Teatro delle Muse di Ancona. Vedi qui calendario

 

Di questo ed altro abbiamo parlato con il musicista.

 

Come nasce questo tour e com’è avvenuta la scelta dei brani?

A questa idea ci sto lavorando da più di un anno, da quando con il mio agente ci siamo accorti che i Pooh avevano canzoni di grande bellezza intrinseca che erano forse dimenticate. La scelta dei brani è stata dettata dal cuore, partendo dagli irrinunciabili ed arrivando a tante altre scoperte. Ci sono dei brani che Valerio (Negrini ndr) e Stefano (D’Orazio ndr) (gli autori dei testi ndr) hanno scritto per immagini, sono dei piccoli film che era giusto rivalorizzare. Il tutto è nato dalla volontà di accontentare il pubblico che spesso era soddisfatto dalle grandi hit ma ci chiedevano anche altre canzoni meno o mai suonate live.

 

Con che arrangiamento le porterete in scena?

Ci potevano essere due scelte: o riattualizzarle o ripeterle simili all’originale. Io ho scelto, a parte alcuni brani, questa seconda opportunità: ad esempio però “Cercami” è così moderna, sembra scritta ieri, che l’ho completamente riarrangiata. Volevo che regalassero le stesse emozioni di quando uno le ha ascoltare la prima volta.

 

Come mai in questa occasione hai escluso tutti i tuoi lavori da solista?

Volevo recuperare quel repertorio, quello che non era più suonato dai Pooh ma che fa parte del loro patrimonio. Ovviamente sono molto legato al periodo, non finirò mai di ringraziare i miei colleghi amici con cui ho condiviso tutto questo. E poi il materiale è talmente vasto che ho già in mente un “Perle2” e con il mio materiale da solista potrei poi fare “Perle 3” (dice scherzando…. Ma neanche tanto ndr). Non potevo aggiungere altro, non si può andare oltre le 2 ore, 2 ore ed un quarto al massimo di concerto.

 

Come mai questi brani che tu proponi non erano nelle scalette dei Pooh?

Quando abbiamo iniziato e sino alla fine dei ’70 i nostri concerti si tenevano in posti relativamente piccoli e con una capienza ridotta per cui potevi suonare anche delle cose meno “esplosive”, più intime. Con il crescere del successo e lo spostarsi nei palasport o in strutture più capienti abbiamo avuto diverse esigenze di scaletta, servivano brani più energici, più d’impatto e contemporaneamente crescevano anche le hit. Dovevamo fare delle scelte e questi brani, di questa tipologia, sono rimasti esclusi destinati ad un ascolto domestico ed esclusivamente discografico.

So bene che molti del pubblico tra quelli che sono venuti alla prima di Montecatini ed altri che verranno durante il tour non conoscono queste canzoni, sarà un invito a scoprirle per la loro bellezza, un nuovo volto dei Pooh oltre le hit storiche.

 

Ci sarà uno sviluppo discografico di questo tour?

Molto probabilmente sì.

 

E’ diverso suonare con la band e da solista?

Assolutamente sì. Ammetto che ancora adesso, dopo due tour di 100 date, girarmi e non trovare i miei amici mi fa sempre strano. Voglio però vedere il risvolto positivo: se prima dividevo l’impianto luci con gli altri ora i fari sono tutti concentrati su di me….. (ride ndr)

 

E se qualcuno di loro ti raggiungesse sul palco?

Non ne sarei che felice. Approfitto anzi per lanciare un invito a tutti loro di farmi compagnia appena possono. Mi piacerebbe che Riccardo (Fogli) che vive anche lui a Bologna fosse sul palco quando suono lì.

 

Cosa significa per te stare sul palco?

E’ il coronamento di giorni e mesi di lavoro. Preparare un live è un vero impegno ed in questo caso è stato duro riprogettare tutto. Quando però sali sul palco dai una ragione a tutto quello che hai fatto per arrivare lì.

 

 

 

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