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ELIO E LE STORIE TESE: Il lungo addio con la loro Milano (Recensione Concerto) #Eelst

27/06/2018

 

ELIO E LE STORIE TESE

Tour D’Addio

26 Giugno 2018

Carroponte

Milano

Voto: sv

 

Di Luca Trambusti

 

Dovremmo esserci. Con questo concerto gli Elio e Le Storie Tese prendono definitivamente congedo dal pubblico della loro Milano. Dopo il “falso addio” dello scorso dicembre la band ha cambiato la “scaletta” ed ha allungato l’addio alle scene con un Festival di Sanremo, un disco ed un tour che li ha visti percorrere l’Italia a salutare il pubblico. Alla data di Milano segue, a pochi giorni di distanza (il 29 giugno a Barolo nell’ambito del Collisioni Festiva), l’addio definitivo della band che dopo 38 anni chiude l’attività.

 

 

Nella sostanza il concerto di Milano non cambia rispetto a quanto visto e sentito lo scorso e quindi per la recensione (ancora valida) vi rimandiamo a quanto già scritto allora CLICCA QUI

 

In questa occasione riportiamo le “specificità” di quest’ultima esibizione milanese. E’ anche per questo motivo che la recensione che state leggendo è senza voto.


E’ un concerto lunghissimo: tre ore di musica serrata e compatta in cui c’è tutto il mondo degli Elii, il loro gusto per lo sberleffo, la loro (a volte facile) ricerca di comicità, la loro ironia. Quello che colpisce, spettacolo nello spettacolo, è il rapporto con il pubblico, che canta le canzoni, le “partecipa” le condivide e le fa proprie. L’aria non è funerea ma piuttosto festaiola ed in questo aiuta anche l’autoironia della band che sa celebrarsi con il cazzeggio come chiave di lettura.


Oltre alla consueta band, per l’occasione allargata con un tastierista ed un percussionista, sul palco salgono alcuni amici milanesi. Ecco allora Fabio Treves armonica in “Sala Prove” e poi un lungo Treno blues per armonica e band. Poco dopo sul palco sale Eugenio Finardi che esegue, come direbbero quelli bravi tra il serio ed il faceto, “A Piazza San Giovanni” a cui seguono “Extraterreste” e “Musica ribelle” con gli Elii a fare da band per Eugenio. Alla fine dell’ospitata di Finardi, Elio ricorda che questi brani sono stati scritti a Milano ed invita i giovani a farsi avanti, a prendersi i loro spazi “E’ anche per questo, che noi anziani, dobbiamo toglierci di torno”.

  
Piccole variazioni anche per la scaletta, a parte due brani in meno - "Burattino Senza Fichi" e  “Uomini col Borsello” - per questioni di tempo. Rispetto a quella del Forum a Dicembre si è aggiunta la nuova “Il Circo Discutibile”, secondo singolo seguito al brano di Sanremo. Scritta da Rocco Tanica il brano si conclude (anche live) con il frammento di un’intervista con Federico Fellini. Ancora una volta “Luigi il pugilista” e invece fuori “Canzone Mononota”

 

Il sempre vulcanico Mangoni, che ricorda Elio non essere membro della band, da a tutti più volte appuntamento al suo concerto a Campovolo nel 2019. Nell’angolo di Dj Mendrisio invece si aggiunge un ulteriore ospite: Dj Ambri Piotta (L’Ambri Piotta è una nota e quotata squadra di hockey su ghiaccio svizzera della città di Ambri nel Canton Ticino). I due si divertono e divertono con uno stralunato Dj set con il finale di Mangoni che balla lo Yodler. Elio poi spiega che Dj Ambri Piotta altro non è che il nipote di Feiez che ovviamente viene sempre ricordato con il suo assolo di sax su “TVUMDB” ed il seguente (questa volta lunghissimo) “Forza Panino” scandito dal pubblico. Per l’occasione la band ha invitato anche la madre di Feiez e sul palco campeggia lo stemma della città di Crema (città di origine di Feiez / Paolo Panigada) regalato dal sindaco e che ha accompagnato tutto il tour.

 

Ultima nota è per la “produzione”. Quella del Carroponte è ovviamente più “scarna” ed essenziale. Via i video ed impianto luci meno “forte”. Questo sposta molto anche l’attenzione a ciò che succede sul palco. Se a dicembre il pubblico circondava il palco qui la posizione palco platea è quella tradizionale. Via anche le lapidi con la scritta R.I.P.. tutto asciutto, tutto sobrio tutto diretto.

 

Il finale è tutto per loro: applausi a non finire, pubblico in delirio, grande commozione. Mancheranno a molti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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