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REMO ANZOVINO: Tra tecnica e cuore vince il secondo (Recensione concerto) #RemoAnzovino

04/05/2018

 

REMO ANZOVINO

03 Maggio 2018

Santeria Social Club

Milano

 

Voto: 8

 

Di Luca Trambusti

 

Remo Anzovino non è sicuramente un nome noto al grande pubblico. Corre allora l’obbligo di presentarlo. Pianista e compositore si divide tuttora tra lo studio di registrazione e lo studio legale, dove esercita la professione di avvocato penalista. È considerato fra gli esponenti più affermati e innovativi della musica strumentale contemporanea ed è recentemente entrato nella grande famiglia degli Yamaha Artist. Il 29 settembre 2017 è uscito “Nocturne” il suo ultimo album. Prima di questo ha composto le musiche per i maggiori capolavori del cinema muto (più di trenta pellicole) collaborando, con le più prestigiose cineteche e partecipando con colonne sonore di sua composizione ai principali Festival e rassegne internazionali. ll programma di Rai 3 Ballarò ha utilizzato spesso le sue melodie come commento musicale e lo stesso ha fatto Otto e Mezzo su La7. Il suo primo album di inediti in piano solo è “Dispari” nel 2006, segue “Tabù” nel 2008, “Igloo” nel 2010 e “Viaggiatore Immobile” nel 2012. Ha all’attivo anche un disco live e i progetti speciali “L'Alba dei Tram - Dedicato a Pasolini” (2015) e “Fight for Freedom: Tribute to Muhammad Ali” con Roy Paci (2017). A questo si aggiungono le due recenti colonne sonore dei film “Hitler Contro Picasso e gli altri“ (sull’ossessione e l’uso dell’arte da parte dei gerarchi nazisti) e “Van Gogh – Tra il grano e il cielo” (opera cinematografica dedicata al grande olandese ed alla sua pittura). Dunque un curriculum di grande rispetto.

 

 

Tutto questo suo “background” Remo Anzovino lo ha portato e presentato sul palco della Santeria Social Club, il locale milanese che solitamente da spazio a produzioni più alternative e rock e che per l’occasione ha tentato di diventare più raccolto ed intimo per dare la giusta collocazione alla musica del pianista friulano, la cui esibizione richiederebbe più un approccio da musica classica (pur non essendo prettamente tale).

 

Per un’ora e mezzo Anzovino si rende responsabile di un clamoroso rapimento: quello del pubblico il quale, colpito da improvvisa sindrome di Stoccolma, si lascia sequestrare con piacere e trova una grande empatia con il rapitore. Le mani del pianista volano sugli ottantotto tasti in una incredibile quanto evidente e voluta “dissociazione”. Nette ed palesi sono le parti melodiche (affidate alla mano destra) che si “contrappongono” alla parte di accompagnamento (ritmo ed armonia). Ci si trova così a perdersi in un triplice piano di ascolto: quello melodico, quello armonico e quello corale (che alla fine “vince” sugli altri).

 

Ma l’aspetto tecnico nella composizione di Anzovino è un elemento importante ma non primario. Quello che vuole e riesce a creare il pianista è un livello emotivo costruito con grande abilità tecnica ma anche “sentimentale”. I suoni e le ritmiche sono sempre calibrate, giuste per dare spazio all’emozioni più che al suono stesso. Così la musica ti entra dentro, ti da un grande senso di rilassatezza, ti permette di far viaggiare la testa ed i pensieri, aprirti alle emozioni ed a piacevoli sensazioni.

 

Solo sul finale, sui bis, l’atmosfera si fa più “leggera”, quasi pop, per il resto del concerto il riferimento è quello della “classica contemporanea”, una musica di grande impatto che tuttavia non cade mai nella “pesantezza” intellettuale o in quella area di noia che si potrebbe pensare associando questa musica. Tutto è vibrante, le sue “spinte” sonore entrano nella testa e viaggiano sino all’anima ovunque si trovi e qualunque cosa essa sia.

 

La scaletta punta ovviamente sull’ultimo “Nocturne” (di cui Anzovino nei sui brevi intermezzi parlati spiega l’origine e la filosofia) ma anche su ciò che è stato il suo passato e sulle sue ultime nuove composizioni. Per la prima volta in pubblico presenta infatti i due temi dei film di cui sopra: “The Innocents” estratto da “Hitler Contro Picasso“ e “”Vincent” da “Van Gogh – Tra il grano e il cielo”

 

Concerto molto bello che regala grandi emozioni e forte intensità. Il tempo scorre leggero e veloce. Da gustare ad occhi chiusi ed abbandonandosi completamente alla musica.

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