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ANDREA POGGIO: Al via il suo tour #AndreaPoggio #ControluceTour

11/01/2018

 

Foto: Miro Zagnoli

ANDREA POGGIO

“CONTROLUCE TOUR”

 

18 gennaio BOLOGNA - Teatro Antoniano (apertura a Colapesce)

19 gennaio ROMA - Auditorium Parco della Musica (apertura a Colapesce)

02 febbraio TORINO - Astoria

15 febbraio ROMA - Lanificio 159

16 febbraio MILANO - Santeria Social Club (Mi Ami Ora)

 

Avrà inizio il 18 gennaio da Bologna il tour di Andrea Poggio, frontman e autore del gruppo folk rock Green Like July, per la presentazione di “CONTROLUCE”, il primo disco solista e in italiano pubblicato da La Tempesta Dischi.

 

Il gruppo che accompagnerà Andrea Poggio dal vivo sarà composto da Gak Sato (noto produttore e sound artist) alle tastiere e al theremin, da Yoko Morimyo (Esecutori di Metallo su Carta) al violino e da Caterina Sforza (già corista nella band di KT Tunstall) alla voce.

 

“Controluce” è una raccolta di nove canzoni che spaziano dal pop elettronico (“Miraggi Metropolitani”) alla tradizione italiana (“Vento d’Africa”), dall’art rock (“Addormentarsi”), all’avanguardia ed alla musica sperimentale (“I Turisti”), come se si tracciasse una linea ideale tra i Talking Heads e Paolo Conte, passando per i Matia Bazar di “Tango” e la Kate Bush di inizio anni ottanta.

 

E’ un album caratterizzato da un’inedita ed equilibrata sintesi tra suoni sintetici e suoni acustici (“Addormentarsi” e “L’Autostrada”), tra arrangiamenti minimalisti e a moduli ripetitivi e ritmiche sincopate dal sapore hip hop e drum and bass (“Fantasma d’Amore” e l’opening track “Controluce”).

 

Il risultato è un poliedrico racconto in nove episodi dove la città verticale e chiassosa di “Miraggi Metropolitani” lascia improvviso spazio ai profumi selvatici di “Mediterraneo”, dove le visioni oniriche e i rapidi saliscendi di “Addormentarsi” si dissolvono nella quiete e nel ricordo di “Vento d’Africa”.

 

Scritto nell’arco di tre anni, “Controluce” viene registrato nella seconda metà del 2016 tra Milano e New York da Eli Crews, produttore statunitense che - oltre ad aver lavorato con Yoko Ono, Why? e Deerhoof - è il principale artefice del suono di “Whokill” e “Nikki Nack” di tUnE-yArDs. Alle registrazioni hanno partecipato i membri costituivi dell’ensemble Esecutori di Metallo su Carta Enrico “Der Maurer” Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey, The Winstons, 19'40''), il percussionista Sebastiano De Gennaro (Baustelle, Daniele Silvestri, 19'40'') e Yoko Morimyo (violinista nell’ensemble di musica contemporanea Trio Edison). Il tutto è stato poi impreziosito dalle parti vocali di Adele Nigro (Any Other). “Controluce” viene masterizzato nel gennaio del 2017 da Greg Calbi, vero e proprio nume tutelare del mastering engineering (noto per aver lavorato, tra gli altri, con John Lennon, Bob Dylan e David Bowie).

 

ANDREA POGGIO BIOGRAFIA

Andrea Poggio nasce ad Alessandria nel 1982, è avvocato e vive a Milano.

Il suo percorso musicale ha inizio nel 2003, anno in cui fonda i Green Like July, gruppo con il quale incide tre dischi - “May This Winter Freeze My Heart” (Candy Apple Records, 2005), “Four-Legged Fortune” (Ghost Records, 2011) e “Build a Fire” (La Tempesta, 2013) - tutti molto ben accolti da pubblico e stampa specializzata.

Gli anni con i Green Like July sono caratterizzati da un attento ed analitico studio della tradizione americana (si veda, in particolare, “Four-Legged Fortune”) e dall’instaurarsi di una profonda collaborazione con il produttore AJ Mogis e con la scena musicale legata alla Saddle Creek Records (sia “Four-Legged Fortune” che “Build a Fire” vengono registrati nei prestigiosi ARC Studios di Omaha, Nebraska).

“Build a Fire” è un disco dai molteplici volti che segna l’inizio dell’importante collaborazione con Enrico Gabrielli e nel quale Andrea Poggio inizia a lavorare su alcuni elementi cardine della sua produzione successiva (le stratificate armonie vocali e un’idea di arrangiamento meno consueta e tradizionale).

Terminata nel 2014 l’esperienza con i Green Like July, Andrea Poggio inizia a scrivere in lingua italiana. “Controluce” nasce dall’esigenza di discostarsi dagli schemi standard della canzone pop, per creare un suono più ambizioso e originale.

 

 

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