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LP: Il grandissimo talento di un'artista pura e schietta #Lp

04/07/2017

 

 

 

 

 

LP

03 Luglio 2017

Auditorium Parco della Musica

“Luglio suona bene”

Roma

Voto: 10

di Francesca Amodio

 

Appuntamento attesissimo questo di stasera per il pubblico capitolino il quale come di consueto segue calorosamente la rassegna estiva dell’Auditorium Parco della Musica di Roma “Luglio Suona Bene” 2017, che vede esibirsi per la prima volta nella città eterna la cantante statunitense di origini italiane LP.

 

Una Cavea letteralmente gremita accoglie con un grandioso sold – out Laura Pergolizzi, nata a Huntington (Long Island) trentasei anni fa, cresciuta con una madre cantante lirica e un padre che le ha fatto scoprire Elvis e i Beatles, che si serve poi dei Led Zeppelin, dei Rolling Stones, dei Nirvana e di Jeff Buckley per la sua formazione musicale, ottenendo nel 2010 il primo vero importante risultato: collabora alla scrittura di “Cheers (Drink to That)”, successo mondiale di Rihanna, e successivamente collabora con Christina Aguilera e Rita Ora.

 

Minuta, magrissima, scoppiettante, simpatica, incredibilmente comunicativa, straordinariamente energica e carismatica, LP, che si dice contentissima di suonare in Italia visto che nasce da mamma napoletana e papà siciliano, è oggi una delle icone mondiali del pop – rock alternativo, con quella sua voce tagliente ed il suo oramai inconfondibile fischio, una voce potente e suggestiva in grado di abbracciare le tonalità più disparate, che hanno fatto di brani come “Lost on you” (triplo disco di platino) e “Other people” (che le vale il disco d’oro) successi internazionali, canticchiati da grandi e piccini.

 

 

La security stasera fa davvero fatica a contenere la folla in delirio che la osanna rapita, ed LP non si risparmia con nessuno: mentre canta firma autografi, raccoglie oggetti, stringe le mani e scende dal palcoscenico ad abbracciare il suo pubblico in totale visibilio, il tutto mentre quest’artista straordinaria incanta la Cavea dell’Auditorium con una voce davvero difficile da definire, fatto sta che i brividi e la pelle d’oca sono solo alcune delle conseguenze che provoca.

La caratteristica fondante di quest’artista con la A maiuscola, autentica, diretta e senza fronzoli, è quella di aver scritto canzoni fondamentalmente pop, spesso orecchiabili e solo apparentemente senza pretese, senza mai rinunciare alla qualità dei testi e all’attento studio delle sonorità, che a tratti ricordano i mondi lontani del Canada di Alanis Morissette, rifacendosi al contempo con maestria alle sperimentazioni avanguardiste di un certo cantautorato femminile anni settanta, con nomi di riferimento quali quello di Patti Smith, Annie Lennox, Tina Turner, fino agli anni novanta di Dolores O’ Riordan.

 

Con quattro dischi all’attivo, “Heart – Shaped Scar”, “Suburban Sprawl & Alcohol”, “Forever for Now” e l’ultimo, amatissimo, “Lost on You”, LP dimostra stasera di reggere magnificamente un palcoscenico importante con disinvoltura, incredibile carisma e talento da vendere, realizzando un live minimale, essenziale, energicamente calibrato e senza orpelli, davvero godibilissimo e potentissimo.

 

 

Semplice, con la sua chitarra ed il suo ukulele, una voce fuori dal comune che spazia dal folk, al rock, al pop, ed una personalità volitiva sopra e sotto al palco – è attivissima nella lotta ai diritti LGBT nel mondo – LP è una vera e propria indagatrice del suono e ricercatrice della parola, elemento sicuramente influenzato dal fatto di essere stata songwriter per gli altri e poi per sé stessa, tanto da dire, oggi, che «ci sono canzoni, come “Lost on you”, che non possono essere interpretate da nessun altro che non sia io».

 

Un’artista pura e schietta insomma, profondamente genuina, che ha messo a frutto il suo grandissimo talento nella costruzione di un live affascinante dall’inizio fino all’ultima nota, di cui aspettiamo quindi le future evoluzioni con estrema curiosità.

 

 

 

 

 

 

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