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EMIS KILLA: La prima del nuovo tour all’Alcatraz di Milano (Recensione concerto) #EmisKilla #TerzaStagioneTour

21/03/2017

 

 

 

 

EMIS KILLA

Terza Stagione tour

20 Marzo 2017

Alcatraz

Milano

Voto: 8

 

di Miki Marchionna

 

Rap? Pop? Hip hop? Tutti e tre i generi mixati tra loro hanno scandito il ritmo e caratterizzato l’atmosfera della serata di lunedì 20 marzo all’Alcatraz di Milano per la prima data del nuovo tour di Emis Killa. Si è trattato del primo dei due esclusivi show del rapper (il secondo a Roma il 27 del mese), che ha presentato i brani dell’ultimo disco “Terza Stagione”, oltre ai suoi precedenti successi.

 

Sin dalle 19, numerosi giovanissimi ‘rapofili’ si riversano in uno dei locali più conosciuti della città meneghina. È il pacifico esercito dai cappelli con la visiera larga piatta e il cavallo basso, ma tra di loro ci sono anche tanti preadolescenti, alcuni dei quali accompagnati da mamme e papà di turno. All’interno il clima è estremamente disteso. Non ci sono neanche le classiche fumate di sigaretta tra la folla assiepata dinanzi al palco, costituito da una sorta di ring su cui di lì a poco l’artista salirà.

 

Alle 21,20 le luci si spengono e si accende il maxi schermo. Sulle note di una canzone alla Rocky Balboa, proprio come negli incontri di boxe, fa capolino una ragazza con un cartello per preannunciare l’inizio dello spettacolo. Emis, nome d’arte di Emiliano Giambelli, fa poi il suo ingresso trionfale superando le corde tra gli applausi generali e attacca con Dal Basso direttamente dal nuovo album, seguita da Uno Come Me e Italian Dream. Al suo fianco, una band tutta al femminile formata da Silvia Ottanà al basso, Fiamma Cardani alla batteria e Beatrice Antolini alle tastiere.

«Milano come va? – saluta l’artista 27enne – è da tanto che non ci vediamo e noto che il mio pubblico è cambiato. Alcuni di voi sono cresciuti, con me».

 

Seguono a ruota dai suoi passati lavori L’erba Cattiva, Soli (Assieme) e il medley di Straight Rydah, Superman e Blocco Boyz. Nonostante la giovane età, l’atteggiamento e l’approccio di Killa appaiono decisamente rap old school. Il passaggio dalla vita da ‘loser’ al nuovo stato da ‘pro’, per usare i neologismi delle nuove generazioni addette ai lavori, viene raccontato e sottolineato nei testi. È il ragazzo di provincia (Emis è originario di Vimercate, in Brianza) che ce l’ha fatta, ne è entusiasta e lo grida, ma con umiltà.

 

 

«Finora sono stato sui palchi degli altri – spiega – adesso ho finalmente davanti il mio pubblico».

L’Alcatraz non è stracolmo, ma i presenti si dimostrano veri fan. Conoscono a memoria ogni canzone. E guardandosi attorno, in posizione più defilata rispetto ai figli, ci sono i genitori. E cantano anche loro.

Dopo la celebre Parole di Ghiaccio, arriva il momento duetti. Emis viene affiancato dai suoi ‘fratelli’ (in gergo, i suoi colleghi e amici) quali Maruego, Vegas Jones, RRRMob e Laioung.

 

In dirittura di arrivo, il rapper sfodera le sue hits Vampiri, Mercurio e l’immancabile Maracana, che fa fare subito un tuffo nel passato all’estate 2014, durante la quale furono disputati i mondiali di calcio.

 

Poi Emis si lascia andare a una confessione: «Finora ho fatto un sogno ricorrente. Sono nel backstage di un mio live in attesa di salire sul palco. Finalmente esco, ma non c’è nessuno a sentirmi. Ora, grazie a voi che siete qui, non farò più questo incubo. Vi abbraccerei uno ad uno».

Ultima chicca della serata durante Non è Facile, dall’ultimo disco, in cui fa il suo ingresso lo special guest Jake La Furia, membro dei Club Dogo, acclamato dal pubblico. E sulle note di Vestiti Sporchi, Killa saluta i suoi seguaci, facendo calare il sipario su un concerto che ha sempre mantenuto un ritmo abbastanza alto e certamente molto apprezzabile dagli amanti del genere e di questo nuovo esponente del rap italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

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