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LIGABUE: Il rock ed il pop s'incontrano sul palco (Recensione Concerto) #LucianoLigabue #MadeInItalyTour

14/03/2017

 

LUCIANO LIGABUE

Made In Italy – Palasport 2017 Tour

13 Marzo 2017

Mediolanum Forum

Assago (Mi)

Voto: 7

di Luca Trambusti

 

Come ottava piazza questo lungo tour nei Palasport Luciano Ligabue fa tappa a Milano. La prima delle due date milanesi cade in un giorno particolare: quello del suo 57esimo compleanno.

Superati gli iniziali problemi alle corde vocali, che lo hann costretto a riprogrammare le prime date, il musicista emiliano sta raccogliendo consenso di pubblico ovunque si presenti con sold out o alti numeri,  vicini al tutto esaurito (ma i sold out, sono una questione affettiva e fiduciaria, non sono così fortemente legati alla qualità artistica del concerto essendo i biglietti venduti con mesi di anticipo).

 

 Dunque messi da parte i fasti dei grandi raduni di folla (i vari Campovolo e gli ultimi scorsi concerti al Parco di Monza - Leggi qui recensione) Ligabue torna in una dimensione più ridotta come quella dei Palasport raddoppiano (o triplicando) molte delle città in calendario. La ridotta grandezza dello spazio fisico riduce anche la dimensione dello spettacolo e della struttura che resta comunque sempre imponente. Ciò che infatti colpisce sin da quando si spengono le luci (peraltro a Milano alle 21,00 puntualissimo) è l'impatto scenico. Alle spalle dei musicisti, sopra le loro teste il fondo palco è chiuso completamente da un grandissimo schermo su cui scorrono immagini del concerto (primi piani su musicisti e pubblico) ma anche visual e parti di testo delle canzoni tutto all'insegna del colore. Questa scelta inevitabilmente porta via attenzione al palco vero e proprio e ci si trova a seguire lo spettacolo guardando le immagini che scorrono piuttosto che ciò realmente succede on stage. Sembra di assistere ad una mega proiezione bella ed appassionante ma pur sempre proiezione. Notevoli l'impianto luci e le sue architetture e l'intera produzione.

 

Dal punto di vista musicale sin da subito si capisce la direzione dello show: potenza sonora in un incrocio tra pop e rock (o rock e pop?). Il muro sonoro è veramente compatto, arricchito in questo caso da un trio di fiati (2 sax e tromba) che su alcuni nuovi brani intervengono “pesantemente” mentre per il resto dello show fanno tappeto e colore ma si lanciano anche in qualche assolo (sopratutto nella parte acustica). La protagonista della serata è però la chitarra: Capitan Fede Poggipollini e Max Cottafavi ci danno dentro di brutto (a volte si aggiunge anche la ritmica di Luciano) e spessissimo ci scappa un lungo e potente assolo di ineccepibile qualità tecnica.

 

Dunque l'impianto sonoro è fortemente rock, mentre le canzoni, le strutture e le melodie puntano il mirino verso il pop d'autore generando così un mondo ibrido (ma non nuovo nè originale) in cui si sommano i due elementi. A seconda dei brani l'accento si sposta su uno o sull'altro degli elementi. In complesso però il concerto è carico e tirato, molto “live”; sono pochi i momenti lenti, le ballate a prescindere dal voluto (e storico) angolo acustico. Non mancano però i soliti siparietti di coinvolgimento con il pubblico: mani da agitare, cori da fare e canzoni da cantare. Anzi alcuni brani hanno lunghe code “a favore di pubblico” che danno il via a cori da stadio o sfoggio di (piacevole e notevole) tecnica strumentale “strappapplausi” da parte dei musicisti.

 

Nell'ascolto si nota una netto scarto tra il repertorio ed i brani del nuovo album “Made In Italy”: differenti sono le ritmiche che in alcune occasioni diventano più marcate (“G Come Giungla” su tutte ma anche la reggaeggiante “I Mie 15 Minuti o “Dottoressa”).

 

L'apoteosi si raggiunge ovviamente con il finale del concerto ed i bis dove alle versioni acustiche seguono i maggiori successi “storici” del Liga (Vedi scaletta). Al rientro per i bis Luciano viene accolto da un “Tanti Auguri” ed una coreografia degli spalti studiata dal fan club.

“Oggi a pranzo mia moglie si è risentita – dice Ligabue dal palco – perché mi avevano fatto suonare anche al mio compleanno. Io – continua – le ho detto che avremmo festeggiato un altro giorno perché – conclude - stasera la festa me l'avreste fatta voi!!!” E' un tripudio, un momento di grande trionfo e comunanza, un grande abbraccio tra fan ed artista, il tutto sulle note di quei brani immancabili nella scaletta del musicista emiliano.

 

 

Dunque al netto dei limiti di Ligabue (in particolar modo la sovrapponibilità di molte canzoni) questo Made In Italy Tour presenta una versione rock ma più intima, forse essenziale del repertorio. Come al solito la risposta del pubblico è totale e corale.

 

Si fa vedere e sentire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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