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AFTERHOURS: Nei club porteremo tutto Folfiri o Folfox (Intervista) #Afterhours #FolfiriFolfoxTour #RodrigoDErasmo #ManuelAgnelli

02/03/2017

 

 

 

 

AFTERHOURS

IL 9 MARZO PARTE IL TOUR NEI CLUB

INTERVISTA CON RODRIGO D'ERASMO

 

Di Luca Trambusti

 

Leggi qui recensione concerto

 

Tutto è ormai pronto. Il 9 Marzo dal Live Club di Trezzo in provincia di Milano prenderà il via il nuovo tour (fine inverno/primavera) nei club degli Afterhours. (vedi qui il calendario)

Quello che la band milanese sta vivendo è un periodo di grandi soddisfazioni: dopo il successo del (doppio) disco “Folfiri o Folfox”e l'apprezzata parte estiva dei concerti è arrivato anche il trionfo personale di Manuel Agnelli che ha sorpreso tutti nella sua vesti di giudice di X Factor.

 

La nuova tornata di concerti ce la racconta così Rodrigo D'Erasmo, braccio destro di Manuel nella gestione del gruppo.

 

Cosa possiamo aspettarci da questo tour nel club?

Aspettatevi un gran bel concerto. Te lo dico dopo le prove che abbiamo fatto. Eravamo fermi da 5 mesi periodo in cui non c'è stata occasione per ritrovarci; temevamo la ruggine e invece ci siamo ritrovati subito, partendo dal punto in cui c'eravamo lasciati. Ed ora c'è solo voglia di tornare sul palco con entusiasmo.

 

 

Come sarà la scaletta?

Diversa dal tour estivo. Lo spettacolo sarà legato sempre più all'ultimo album perché prima lo abbiamo suonato poco e per un nuovo disco devi almeno fare due tour di fila ma con X Factor (Rodrigo era il collaboratore di Manuel ndr) ci ha bloccati. In questo “giro” suoneremo tutto “Folfiri o Folfox” ma non in forma concept, quindi non di fila.

Troveremo poi il modo di costruire una scaletta con il nuovo album dominate ma con anche altri brani che siano più fisici.

Stiamo anche studiando una particolare parte scenica ma non anticipo nulla

 

Come verranno arrangiati i brani?

Folfiri è composto per strati sovrapposti da ognuno di noi in maniera personale. Però con grande modestia e forse inconsapevolmente, dico che tutto è stato pensato per il live con saggezza. Non sarà dunque difficile farne delle versioni da palco più semplici per quanto tendenti all'originale.

Al contrario i brani vecchi saranno nuovi anche perché suonati da una differente formazione rispetto a quella di scrittura. In ogni concerto cerchiamo l'unicità dello spettacolo sapendo anche che c'è chi ci viene a vedere per la 30^ volta.

 

Quanto sarà “chitarristico” il suono?

La chitarra sarà dominante. D'altronde sul palco ce ne sono tre anche se suonate da chitarristi diversi stilisticamente. Xavier è uno sperimentatore sonoro, Stefano è più raffinato e con parecchie soluzioni, Manuel chitarristicamente è la spina dorsale anche se in questi ultimi album l'ha suonata un po' meno chitarra. E poi ci sono io che sono il battitore libero perché suono anche le tastiere il violino, il basso ed il flauto.

 

La formazione sarà dunque la stessa della scorsa estate.

Si, Manuel, io, Stefano Pilia, Xabier Iriondo, Roberto Dell'Era al basso e Fabio Rondanini alla batteria.

 

 

Come e andato lo scorso tour?

Molto bene. C'è stata una grande complicità ed intesa umana e questo con il passar degli anni, alla nostra età, è fondamentale. Siamo molto uniti anche dal punto di vista sonoro t e tutto questo il pubblico lo ha recepito benissimo. E' stato un tour sorprendente di cui siamo orgogliosi. Sapevamo che il nuovo disco poteva avere dei limiti di immediatezza comunicativa ma questo non è successo. Il pubblico si è mostrato molto affezionato a Folfiri e qualcuno si è lamentato che ci fossero pochi brani in scaletta. Questo ci ha rincuorati vista anche la delicatezza degli argomenti.

 

 

La crescente popolarità di Manuel grazie ad X Factor vi porterà del nuovo pubblico?

Può darsi siamo curiosi lo vedremo con la prima data se il pubblico si è trasformato in un'orda di ragazzini urlanti. Io penso che non ci sarà grande differenza perché la tv tende a promuovere il volto ed il personaggio. Per Manuel è cambiato a livello personale ma per il gruppo praticamente nulla. La nostra musica è repellente per molto del pubblico nazional popolare della Tv. Comunque siamo felici e curiosi di accogliere i curiosi che vengono, verranno e vorranno venire.

 

Cos'è un concerto per Afterhours?

Beh resta ancora un po'...... come dire? ….. una questione di vita o di morte, non in senso letterale (ride ndr), non è solo intrattenimento. Dico questo anche alla luce delle mie esperienze precedenti. C'è sempre molta tensione prima tensione di salire sul palco. E poi ci si prende sul serio.

 

 

Ed un concerto perfetto come deve essere?

E' una risposta complicata perché in una band lo è per ognuno in maniera differente. Capita a volte di avere in tal senso idee completamente diverse: ciò che ha fatto schifo ad uno è stato il massimo per l'altro.

Diciamo che un concerto vive di tensione, di elettricità che a volte è condivisa a volte alloggia e viene suddivisa in parti diverse in ognuno di noi e non sempre si è totalmente connessi. Dipende molto anche dal momento in stai suonando, dalle tue condizioni emotive. La condivisione, anche a blocchi, di questa tensione elettrica è un meccanismo affascinante. Perfetto è, continuando in questa parafrasi, quando il legame e la connessione elettrica sono senza interruzione contemporaneamente tra tutti noi.

 

 

 

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