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ELISA: Il concerto di un'artista consapevole, autentica e credibile (Recensione) #Elisa #OnTour

20/11/2016

 

ELISA

19 Novembre 2016

Palalottomatica

Roma

Voto: 7,5

di Francesca Amodio


 

Grande successo di pubblico per la prima romana dell' "On Tour" di uno dei volti musicali femminili nostrani più apprezzati in Italia e all'estero, Elisa Toffoli, da tutti conosciuta con il solo nome di Elisa.

 

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 2001, quando la triestina, appena ventitreenne, conquista il pubblico sanremese e italiano tutto col brano "Luce (tramonti a nordest)", ma soprattutto con la sua grande vocalità e personalità, all'epoca paragonabile a nessun'artista femminile a lei contemporanea, che le dà il sacrosanto diritto di riscrivere e dare nuovi connotati al pop tradizionale in italiano.

 

 

Che tipo di acqua sia passata per quei ponti di quasi sedici anni fa, è quantomeno discutibile: Elisa stasera è una forza della natura, senza dubbio alcuno. Non ha perso un briciolo della sua capacità vocale, della sua simpatia e della sua empatia con il pubblico. Ma è altrettanto indubbio che sia artisticamente cambiata: il concerto offerto dall'artista al suo pubblico romano stasera è denso di effetti speciali, coreografie, luci pirotecniche, maxischermi ovali e coloratissimi, visual, video. L'estensione a tutto campo della materia, in riferimento ai generi che l'artista ha solcato soprattutto recentemente - non solo pop, ma dance, elettronica, funky - si riflette perfettamente anche nella forma.

 

Elisa è indubbiamente un'artista completa, giunta alla soglia dei quaranta facendo della sperimentazione più vasta la sua arma oramai vincente, credibile sia nella sua lingua sia in inglese, polistrumentista valida e supportata da una band squisitamente all'altezza che vede il marito Andrea Rigonat alle chitarre, Curt Schneider al basso, Victor Indrizzo alla batteria, Cristian Rigano alle tastiere, oltre alle formidabili coriste Jessica Childress e Sharlotte Gibosn.

 

La scaletta naturalmente contiene sia i brani dell'ultimo album di Elisa dal titolo "On" ("No Hero", "Catch the light", "With the Hurt", "Sorrido già", brano che come da disco anche sul palco vede la presenza di Giuliano Sangiorgi ed Emma Marrone), sia i pezzi del passato che hanno reso celebre la cantante, dalla splendida "Labyrinth", a "Broken", "Together", "The window", passando per "Eppure sentire", la commovente "A modo tuo", brano scritto da Luciano Ligabue, una lettera per la figlia Linda che stasera Elisa canta visibilmente emozionata mentre scorrono le immagini di una giornata al mare con i flgli, fino a "Gli ostacoli del cuore" e i magistrali omaggi a Mia Martini con "Almeno tu nell'universo" e a Leonard Cohen con una bellissima versione di "Hallelujah".

 

Insomma, concerto inappuntabile dal punto di vista tecnico ed emozionale questo di Elisa, ma a tratti ci si domanda quale sia il labilissimo e delicato confine tra una possibile spersonalizzazione, contraria a quella che ce l'ha fatta conoscere altresì con una personalità pazzesca ed enorme, di uno spessore sopraffino fatto di un'affascinante aura di fata dei boschi del nord, con un carisma ed un'affermazione identitaria davvero superbi, e l'Elisa estremamente versatile, potente ed ugualmente brava, ma forse troppo pluriforme e quindi, estremizzando un po', informe.

 

Tralasciando dunque le fenomenologie della persona e del personaggio, resta il fatto che Elisa sia a tutt'oggi una delle artiste donna più consapevoli ed autentiche, che continua a scrivere la storia del pop e non solo con assoluta credibilità e godibilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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